Scarpette La Sportiva: quali scegliere DAVVERO?

L’espansione del mercato delle scarpette da arrampicata e il moltiplicarsi delle innovazioni tecniche hanno portato una crescita notevole del tipo di prodotti offerti, così come tante sono le esigenze dei climber e tante le sfide che offre il mondo verticale.

In questo articolo mi focalizzo sui prodotti di uno dei brand leader mondiali del settore calzaturiero per l'arrampicata: La Sportiva. Senza entrare nel dettaglio delle geometrie del piede di chi le calza (Egizio, Romano, Greco, ecc.., come si vede nell’immagine), tento di esplorare i punti di forza e di debolezza di ognuno dei modelli dell'azienda di Ziano di Fiemme (Tn). Se non siete abbastanza nerd e volete saltare la parte generale, andate pure direttamente alla sezione in cui parlo specificatamente di ogni singolo modello. Se avete ancora più fretta, al termine di ogni singola analisi delle calzature trovate dei giudizi numerici ( da 1 a 10 in corsivo) relativi al miglior settore di utilizzo (Boulder, Falesia, Multipitch e Indoor) di ogni singola scarpa.

Ma... se siete dei veri climber-nerd come il sottoscritto, continuate la lettura.

Per trovare la giusta scarpetta bisogna prima riflettere a fondo su alcune questioni fondamentali: Qual è il tuo tipo di scalata? Quali sono i tuoi obiettivi? Occhio... non è solo una questione di boulder/falesia/multipitch, ma è molto più delicato di così.

Su quali pendenze scalo in generale? Su quale tipo di roccia? Lo spalmo in arenaria può essere molto diverso dai micro-edge sul granito, così come chi scala su vie prevalentemente verticali ha necessità completamente diverse da chi passa intere giornate su dei muri a canne inclinati a 40°. Se poi siete degli “allrounder” alla Jorg Verhoeven, avete due possibilità: prendervi delle scarpe che vanno bene “ovunque” o prendervi due o più paia che eccellano DAVVERO in ogni contesto. Oppure fate come Charles Albert e andate a scalare solo con la magnesite.

Tipologie di piede

Altro appunto: la rigidità. La regola d’oro che si sente spesso in giro è: "più scalo sul verticale, più devo prendere una scarpa rigida". ATTENZIONE: non è del tutto vera, anzi decisamente incompleta. Meglio dire: più scalo sul verticale e più movimenti faccio, più devo prendere una scarpa rigida. Meno movimenti faccio e più scalo in strapiombo,  più devo prendere una scarpa morbida.

La rigidità dipende da due cose: dallo spessore della suola (ma si consuma, per definizione) e soprattutto dallo spessore dell’intersuola. La Sportiva monta su tutti i suoi modelli di punta il P3 system (Permanent Power Platform, nell’immagine), che da solo garantisce già una minima intersuola, pensata per mantenere la forma della scarpa nel tempo. In più su quasi tutti i modelli c’è un’intersuola, completa o solo sulla punta (a parte le Speedster).

Tecnologia P3 di La Sportiva

Entriamo nello specifico dei singoli modelli:

Cobra: la mitica, storica ballerina. Construzione classica, intersuola sottile, sensibile, veloce da calzare, tallone “old style” che tende a lasciarsi andare col tempo, gomma attaccata sopra il tirante del tallone. Indicata per chi fa grandi volumi di scalata o vuole un ottimo prodotto a un prezzo modico. È comodissima, va bene praticamente ovunque, senza eccellere da nessuna parte. Consigliata per: bouldering di “volume” (tanti passaggi a sessione), allenamento indoor, falesia in strapiombo su vie di tanti movimenti. Punti deboli: cede molto con il tempo, soprattutto il tallone.

Boulder: 6 Falesia: 6 Multipitch: 5 Indoor: 7

La Sportiva Cobra

Solution: pensata per il boulder, da molti è ancora ritenuta insuperata. Sensibile, con intersuola sottile, ma presente (supporto in Hytrel). Consigliata per i boulderisti con progetti duri su terreni strapiombanti, ma non solo. La costruzione del tallone è piena, ideale per i tallonaggi potenti, meno se volete tallonaggi superprecisi (su tacche o piccole escrescenze). Se volete un aggancio di punta migliore pensate alle Skwama, se volete una scarpetta da boulder più sensibile (in punta e sul tallone) puntate alle Speedster. Se avete piedi stretti o siete molto leggeri c’è la Solution Woman. Ottime anche in falesia su terreni strapiombanti. Punti deboli: non è una scarpetta leggerissima e il sistema di allacciatura non è dei più solidi.

Boulder: 9 Falesia: 8 Multipitch: 5 Indoor: 8

La Sportiva Solution

Katana: scarpa rigida, ma al tempo stesso comodissima, perfetta per la scalata in terreno verticale o multipitch. Consigliata a chi fa tanta falesia prevalentemente sul verticale o in leggero strapiombo. Non a caso Adam Ondra le ha scelte per salire la Dawn Wall. Il tallone, pur essendo sensibile, è fragile, con la gomma incollata sopra al tirante, quindi su tallonaggi intensi si può scollare. Se avete il piede stretto o le usate per tante ore, prendetele con i lacci, altrimenti optate per il velcro. Punti deboli: gli agganci di punta sono quasi impossibili, il tallone si può scollare con l’utilizzo.

Boulder: 4 Falesia: 8 Multipitch: 9 Indoor: 5

La Sportiva Katana

Miura: scarpa rigida, rispetto alla Katana è più leggera e ha l’intersuola solo sulla punta, quindi è un po’ più sensibile. Per chi vuole più sensibilità rispetto alle Katana ed è pronto a sacrificare un po' di comfort. Consigliata ai falesisti che scalano su qualsiasi inclinazione (a meno di fortissimi strapiombi, per quello meglio le Genius o le Futura), con predilezione per il terreno tecnico verticale. Buone anche nel boulder, ma se volete tallonaggi o toe hook eccezionali ci sono altri modelli. Punti deboli: gli stessi delle Katana, sia in tallonaggio che in aggancio di punta.

Boulder: 5 Falesia: 9 Multipitch: 8 Indoor: 5

La Sportiva Miura

Speedster: scarpe con pianta ampia, il solo modello La Sportiva senza intersuola (a parte il supporto P3). Supersensibile, sia di punta sia di tallone: peccato solo per la poca gomma sulla punta per gli agganci. Consigliata per i boulderisti che amano la sensibilità estrema, quindi pochi movimenti, tallonaggi su minuscole features o tacchette. Ottime anche nell’indoor, in zona performance o in gara. Punti deboli: poca gomma sulla punta per gli agganci, inoltre la struttura No Edge può non piacere a tutti (ma tanti la adorano) ed è più laboriosa da risuolare.

Boulder: 9 Falesia: 6 Multipitch: 5 Indoor: 9

La Sportiva Speedster

Skwama: forse il miglior modello in quanto a versatilità di tutta la gamma. Il toe hook è il migliore in giro, il tallone con la nuova tecnologia S-Heel permette meno deformazioni rispetto ai predecessori. La rigidità è media, quindi se siete dei feticisti delle scarpette morbidissime (come chi scrive, peraltro) optate per le Speedster o andate su altre marche, se no le Skwama fanno per voi, sia che facciate falesia (con predilezione per gli strapiombi) o bouldering. Scelte da molti anche in competizione. Punti deboli: vorrei dire che non ne hanno, ma il tallone S-Heel ha una protuberanza all’interno che in taluni tallonaggi di precisione può dare fastidio. Provatelo, se non vi garba ci sono le Solution che hanno il tallone liscio.

Boulder: 10 Falesia: 8 Multipitch: 7 Indoor: 9

La Sportiva Skwama

Otaki: la soluzione ideale per il falesista “che tallona”. Scarpe rigide, perfette su terreno tecnico poco strapiombante, hanno, rispetto a modelli simili come le Miura o Katana Velcro, il sistema brevettato S-Heel che permette una certa solidità nei tallonaggi. Un po’ meglio di Futura e Genius su terreni verticali, dato che presentano la punta classica. Punti deboli: essendo molto rigide tolgono un po’ di sensibilità su terreno strapiombante, poi come per le Skwama il tallone S-Heel può anche non piacere dato il suo “ingombro”.

Boulder: 7 Falesia: 9 Multipitch: 8 Indoor: 6

La Sportiva Otaki

Python: una Cobra più evoluta, con tallone più fasciante (incollato sotto al tirante, quindi più robusto), senza P3 System e con un’intersuola minima, quindi molto sensibile. Pensata per utilizzi indoor, sul bouldering outdoor perde qualche punto in precisione rispetto alle Skwama e alle Speedster. Consigliata quindi in indoor, in competizione, in bouldering outdoor quando si fa volume (non sul vostro project più estremo, dove volete la massima precisione). Punti deboli: cede un po’ col passare del tempo, il tallone può diventare un po’ lasco.

Boulder: 8 Falesia: 6 Multipitch: 5 Indoor: 9

La Sportiva Python

Futura: comode, precise, con tecnologia No Edge. Tallone molto sensibile, ma non il più potente della gamma, buone per tutto, particolarmente indicate per vie lunghe e strapiombanti, senza singoli particolari che richiedano un forte tallonaggio o aggancio di punta. Punti deboli: quasi nulla, la gomma sulla punta per i toe hook è poca, il No Edge molti lo adorano, ad altri non piace.

Boulder: 7 Falesia: 9 Multipitch: 8 Indoor: 7

La Sportiva Futura

Genius: come le Futura hanno un’intersuola abbastanza rigida e la costruzione No Edge. Hanno però i lacci, quindi si adattano bene a tutte le forme di piede (anche quelli stretti) e il tallone è pieno a livello di gommatura (più potente e in generale performante del tallone classico Futura, anche se un filo meno sensibile). Consigliata per tiri strapiombanti in falesia, anche con tallonaggi e incastri punta-tallone impegnativi (tiri su cannelures, tiri boulderosi). Punti deboli: nessun vero difetto, non sono il top di gamma come aggancio di punta e i lacci le rendono un po’ più laboriose da calzare. Per il No Edge vale il discorso già trattato in precedenza.

Boulder: 7 Falesia: 10 Multipitch: 7 Indoor: 7

La Sportiva Genius

Testarossa: ormai mitico modello da falesia di La Sportiva. Le Genius paiono infatti l’evoluzione con tecnologia No Edge e tallone più fasciante proprio di questo modello ma, per chi vuole una scarpa più classica e oramai immortale, questo modello di certo è più adatto. La punta è leggera e precisa, con intersuola solo anteriore e il tallone è molto leggero e sensibile, meno per forzare e più per “appoggiare”. Consigliata per falesisti propensi a strapiombi, su vie di resistenza senza passi con tallonaggi o agganci di punta estremi. Sul verticale sono meglio le Katana o le Miura, sugli strapiombi le Genius. Ma queste sono una fantastica via di mezzo. Punti deboli: la poca gomma sul tallone ci può appunto portare a tallonare sulla Lorica (il materiale sintetico), che scivola. L’aggancio di punta è scarso, ma la scarpa non è fatta per quello.

Boulder: 4 Falesia: 9 Multipitch: 7 Indoor: 5

La Sportiva Testarossa

TC Pro: scarpa dal look retrò, ma solo per finta. È fatta per essere comoda per le vie lunghe, ma è anche insuperabile in fessura, quando gli incastri di piede possono portarlo a torsioni, quindi la tomaia sale fino alla caviglia. Contengono tutta la tecnologia La Sportiva (come il P3 System e l’intersuola esattamente come le Miura) e la gomma Vibram XS Edge. Sono a tutti gli effetti un modello di punta, forse il migliore in commercio per quello per cui sono studiate. Punti deboli: i contro sono solo i lati per cui questa scarpa non è studiata (tallonaggi impegnativi, agganci di punta, piccoli appoggi in forte strapiombo), ma voi usereste una Jeep per fare una gara di Formula 1?

Boulder: 4 Falesia: 7 Multipitch: 9 Indoor: 4

La Sportiva TC Pro

Finale VS: una scarpa comoda, ma al tempo stesso precisa, adatta a principianti e non solo. Sono molto rigide (intersuola completa, più suola XS Edge da 5 mm, quindi molto spessa), sono fatte per durare e per essere comode. Là dove perdono in performance, guadagnano in comodità, ma non aspettatevi una scarpa imprecisa o che scivoli! Le tecnologie sono le migliori La Sportiva e la suola è sempre Vibram. Il fatto che sia rigida aiuta il piede di un principiante a non flettere anche sui piccoli appoggi. Punti deboli: ovviamente non ha la precisione per fare prestazione.

Boulder: 4 Falesia: 6 Multipitch: 7 Indoor: 6

La Sportiva Finale Vs

Tarantula: il modello entry level della Sportiva, adatto a chi inizia o per il noleggio. Sono molto rigide (intersuola da 1.8 mm), si consumano poco col tempo e sono economiche. Consigliata a chi inizia, si avvicina a questo sport, quindi vuole una scarpetta comoda, poco costosa, ma comunque di qualità.

Boulder: 3 Falesia: 5 Multipitch: 5 Indoor: 6

La Sportiva Tarantula

L'autore

Jerome Doukakis: Climber amatoriale appassionato da 25 anni, ha provato praticamente ogni sfumatura dell'arrampicata, per fissarsi maggiormente sul bouldering, dove ha spazzolato e aperto qualche migliaio di linee nuove. Dove le sue stanche braccia non lo supportano cerca di arrivare con una estenuante ricerca dei materiali migliori. 

Jerome Doukakis

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